Commento settimanale

images (3)LEGA PRO -Format a 60 squadre -Parla il Presidente Gabriele Gravina

Tanti impegni, dall’alba alla notte, per trasformare la terza serie. Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, ha comunque trovato il tempo per rilasciare un’approfondita intervista in esclusiva aTuttoLegaPro.com. Dal format a 60 alla violenza contro i giocatori, dai problemi del Rimini a quelli del Pisa, dal calcioscommesse alle accuse di Benevento-Casertana, dal bilancio alle spese degli arbitri.

Che bilancio può trarre dopo i primi due mesi e mezzo da presidente?
“Direi bilancio molto positivo. Abbiamo iniziato ad attuare subito e fedelmente le proposte contenute nel mio documento programmatico. Abbiamo riscritto lo statuto innovandolo e inserendo delle novità importanti. A breve adotteremo la 231 con relativo modello gestionale migliorando l’assetto organizzativo interno della Lega.
È stata valorizzata la partecipazione dei club nel governo della Lega: nei primi due mesi si son già tenute due assemblee, la terza è già in programma il 31 marzo mentre il consiglio direttivo, che ha visto un suo allargamento ad alcune società invitate, si sta riunendo con cadenza mensile. Un direttivo che ha già presentato alcuni progetti importanti ed in netto anticipo rispetto ad alcune scadenze e che ha già predisposto le proposte per le norme di iscrizione al campionato 2016/17.
Inoltre abbiamo nominato il CdA della Calcio Servizi e stiamo lavorando sulla valorizzazione del brand e sulla sostenibilità economica dei club nell’immediato futuro.
Insomma, la ritengo un’ottima partenza, resa possibile da un ingrediente fondamentale: una ventata di ottimismo e di speranza che sta risvegliando dal torpore una Lega assopita per anni”.

E Francesco Ghirelli?
“È stato reintegrato il 1 marzo e svolge le mansioni di direttore generale: abbiamo chiarito le vecchie incomprensioni e posso assicurarvi che le divergenze sono ormai acqua passata. La sua esperienza sarà molto utile per rendere la Lega Pro migliore”.

Uno degli argomenti del momento è il format della Lega Pro. Molti suoi club spingono per tornare a 60…
“E hanno ragione da vendere: le norme prevedono che la terza serie sia formata da 60 club e bisogna rispettare tali regole. Bisogna rimarginare al più presto possibile la ferita inferta alla Lega Pro nella passata stagione”.

Quale sarà la procedura per eventuali ripescaggi/riammissioni?
“Ho un’idea abbastanza chiara e spero condivisa dalle società. Non posso anticipare nulla ma da presidente posso rassicurare i miei club: su tale questione possono stare tranquilli perché sarà fatto il massimo”.

Eppure, con diversi club in crisi anche quest’anno, il format a 60 sembra eccessivo. Il presidente del Bassano, Stefano Rosso, è convinto che la situazione non sia più sostenibile…
“In linea di principio sono d’accordo con il presidente Rosso, anche perché è a capo di una società modello in Lega Pro. È evidente che bisogna ragionare sul futuro e per fare una risposta occorre che ci sia uno studio approfondito per capire come migliorare la sostenibilità della nostra Lega: una soluzione potrebbe essere il taglio dei club, un’altra però potrebbe essere il rafforzamento strutturale degli stessi. Dare numeri sul format senza approfondire la situazione sarebbe molto superficiale. Per ora una cosa deve essere certa, il prossimo anno i club dovranno essere 60 perché il format richiede ciò: siamo uomini di regole che applicano le norme”.

Però è impossibile non pensare al caso Rimini…
“La situazione dei romagnoli è monitorata continuamente e ci sono condizioni perché possa risolversi a breve. Stiamo lavorando a stretto contatto con l’AssoCalciatori e la società per garantire la massima regolarità del campionato. Ricordo che noi abbiamo le dovute garanzie del club, leggasi fidejussione”.

Contestazioni feroci, giocatori aggrediti, auto bruciate. Caserta e Foggia sono solo gli ultimi casi di violenza nel calcio di terza serie. Come intende muoversi?
“Pochi giorni fa, durante l’ultimo consiglio direttivo, abbiamo iniziato a lavorare a un protocollo basato sul fair play che prevede una maggiore interazione con le forze dell’ordine, il rafforzamento dello SLO, una diffusione maggiore della politica deisupporter’s trust. Non è possibile che un giocatore debba temere per la propria incolumità o per quella dei suoi cari”.

Una litigiosità che a volte proviene dagli stessi dirigenti. Impossibile non pensare alle pesanti dichiarazioni del diggì del Pavia, Bignotti, o all’invasione di campo dell’ex presidente della Casertana, Lombardi…
“Questo è un problema che risolveremo a breve, applicando meglio il nostro codice etico e aumentando le sanzioni per le violazioni dello stesso da parte dei nostri dirigenti. Purtroppo ogni società che perde pesantemente o, a suo dire, ingiustamente, pensa di poter mettere in atto certi atteggiamenti. È giusto che ogni club tuteli i propri interessi ma non va bene apparire rissosi e violenti arrecando danno all’immagine dell’intero sistema”.

Benevento-Casertana, derby promozione, ha tenuto banco più per l’amicizia e la vicinanza delle due società che per lo spettacolo offerto. Un grave danno d’immagine, visto che queste gare dovrebbero essere uno spot per la Lega Pro…
“Purtroppo il danno non è solo quello d’immagine. Il nostro ordinamento sportivo ha regole che devono essere rispettate da tutte le parti in causa. Per questo abbiamo già segnalato alla Procura Federale le dichiarazioni degli addetti ai lavori e consegnato tutto il materiale a nostra disposizione. Però se qualcuno ha elementi proceda a denunce, perché illazioni e supposizioni fanno solo del male al nostro calcio. Anche in questo caso credo bisognerebbe stemperare un po’ gli animi”.

Tutta Pisa attende di sapere se la fidejussione presentata è a norma. Che può dirci?
“Si tratta di una situazione molto delicata che ha richiesto dettagliate analisi e verifiche da parte della Procura. Anche noi, in Lega, siamo in attesa del responso definitivo: so che l’indagine è quasi al termine, avremo novità a breve”.

Anche quest’anno sono fioccate numerose le polemiche relative al calcioscommesse. Come vi state muovendo?
“Per combattere il fenomeno del match fixing l’allerta è massima. Non diamo grande risalto alle nostre iniziative sotto il profilo della comunicazione ma garantisco che fa più rumore quello che inviamo alla Procura che quanto sbandierato da qualcuno all’esterno. Il match fixing non è uno show ma una piaga molto complessa.
Purtroppo noi, come Lega, non abbiamo il potere e i mezzi necessari per investigare, questi li ha solo procura. Però posso dire che il nostro sistema funziona benissimo. In base all’indice di alert noi segnaliamo: finora 3-4 gare sono finite sotto la lente d’ingrandimento ma questo non significa che siano automaticamente truccate”.

A proposito di calcioscommesse: anche nel 2016 la classifica è stata stravolta dalle sentenze arrivare in grande ritardo…
“In questo caso non credo sia giusto dare la colpa agli organi di giustizia. Io do la colpa a chi genera questo problema e per questo dobbiamo fare in modo che simili situazioni non si ripetano. Certo le norme devono essere applicate più velocemente e magari cambiarle: non devono più esistere classifiche con segni meno da tutte le parti”.

La FIGC ha proposto di addebitare le spese degli arbitri alle varie leghe, nonostante la sua netta contrarietà. Come finirà?
“Ho votato contro quel principio perché non lo condivido. La ristrutturazione finanziaria proposta dalla FIGC è un ottimo lavoro tecnico predisposto dal DG Uva, ma politicamente non la condivido perché ritengo che il bilancio possa tornare in pari migliorando i ricavi di alcune voci e tagliando altri costi. Credo si possa intervenire su altre voci”.

 

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